India, Bollywood contro Rihanna sulla protesta dei contadini

Il sostegno della cantante e di Greta Thunberg agli agricoltori che hanno dato l’assedio a Delhi contro la riforma agraria liberista ha provocato la reazione di buona parte del mondo dello spettacolo indiano timoroso di apparire poco nazionalista agli occhi del governo 


CHENNAI. C’è voluto un tweet di Rihanna per risvegliare il gotha di Bollywood e ricordare al mondo cosa sta succedendo alle porte di Delhi da due mesi, e in India dal settembre scorso: il più grande e lungo sciopero degli agricoltori della storia. Forte dei suoi 100 milioni di followers, la cantante americana si è semplicemente chiesta: “Ma perché non stiamo parlando di questo?” e ha linkato un video della CNN sulla sospensione di Internet negli accampamenti dove si sciopera contro tre leggi di riforma neoliberista nel settore agrario indiano. Un tweet che ha attirato mezzo milione di like, 234 mila retweet e 79 mila commenti. E che in India, sta causando un risveglio di Bollywood nei confronti della categoria dei contadini, che sono il 60 per cento della forza lavoro indiana.

Dopo gli scontri del Giorno della Repubblica, la settimana scorsa, quando l’enorme e preannunciata manifestazione di protesta è penetrata fino al Forte Rosso, nel cuore della capitale, diventando a tratti violenta, con un morto e migliaia di feriti, molte delle star del cinema indiano avevano fatto retromarcia. Se in un primo momento attori e attrici avevano dato sostegno a quella figura molto amata nell’immaginario popolare e cinematografico che è il “kisan,” il contadino, e reso pubblico sui social o ai microfoni delle tv il sostegno per gli agricoltori, attirandosi non poche critiche dal governo Modi, dopo le bastonate e i gas lacrimogeni del 26 gennaio c’è stato stato tutto un fuggi fuggi di star. C’è molto timore di apparire come persone che sostengono una reazione violenta contro le forze dell’ordine, una presa di posizione che può immediatamente costare il soprannome di “anti-nazionalista,” con conseguenze anche legali, a parte gli attacchi delle ben organizzate armate dei troll pro-governativi.

L’intervista in ginocchio a Modi

Poche ore dopo il tweet di Rihanna, anche la giovanissima leader ambientalista Greta Thunberg, ha twittato l’articolo sulla protesta esortando i suoi followers a esprimersi: “Siamo solidali con la protesta degli agricoltori in India”. Ma il tweet di Rihanna ha spaccato in due Bollywood. Mentre la solidarietà dalla super-star americana è ben accetta e appoggiata da attori come il Sikh del Punjab Diljit Dosanjh, l’attrice-modella Shibani Dandekar, o Mia Khalifa, una parte di Bollywood, quella schierata con il governo, non l’ha presa bene. Ad esempio, Akshay Kumar, una delle star più famose, si esprime con ambiguità in un tweet, dicendosi interessato a una risoluzione pacifica. Non necessariamente a favore delle richieste degli agricoltori. Di lui si ricorda un’intervista in ginocchio al premier Modi in cui la domanda più azzardata fu: “Scusi, qual è il suo tipo di mango preferito?”

Ma la paladina della linea ufficiale è da molto tempo Kangana Ranaut, che sulle prime si era presentata a Bollywood come icona femminista e anti-nepotista, e ora è diventata invece la portavoce di quasi ogni decisione di Delhi. “Nessuno sta parlando della protesta,” ha twittato Ranaut, in risposta alla domanda di Rihanna, “perché non sono contadini, ma terroristi che stanno cercando di dividere l’India così la Cina può conquistare la nostra nazione, spaccata in due e vulnerabile, e trasformarla in una colonia cinese proprio come gli Stati Uniti d’America…rimettiti a sedere, cretina, noi non svendiamo la nostra nazione come fate voi scemi.” Non è l’analisi geopolitica più raffinata, ma il fatto che le star dell’entertainment dibattano di tematiche politiche internazionali sembra positivo. Ed è sicuramente un gesto apprezzato dagli agricoltori che per il 6 febbraio hanno di nuovo annunciato un’enorme manifestazione a Delhi. Hanno bisogno di tutta l’attenzione del mondo.

Source: India, Bollywood contro Rihanna sulla protesta dei contadini – la Repubblica

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